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Quanta emozione in quei segni

21 aprile 2011

Quanta emozione in quei segni

di Daria Ricci

Antonio Luceri

GUARDA IL VIDEO. Lecce. Una antologica del maestro Antonio Luceri nelle sale dell’ex convento dei Teatini

LECCE – Colori e segni, forme. Emozioni. E le tele del maestro Antonio Luceri. Una sua antologica nelle sale dell’ex convento dei Teatini, sino al 5 maggio. Un allestimento a cura del Comune di Martano e dell’assessorato alla Cultura del Comune di Lecce. E un catalogo a corredo. Curato del critico Toti Carpentieri. Edito dal Raggio Verde, con il progetto grafico di Antonietta Fulvio. Un catalogo/percorso, lo definisce Toti Carpentieri, “che nasce dalla programmazione di tre eventi espositivi, l’uno all’altro conseguente, che legano l’artista al critico, e l’uno all’altro ai luoghi nei quali entrambi hanno avuto modo di vivere nell’esercizio e nel segno della pittura e dell’arte”.

Intensi colori, gioco di forme e geometrie. Ma anche volti di donne. Scrive Toti Carpentieri: “La vivacità della luce e l’eccitazione del colore rappresentano i movimenti e le soluzioni della sua ricerca creativa, in un riandare alla radice di quella pittura espressionista”.

Quella pittura che per Antonio Luceri è libertà: “Dipingere vuol dire essere liberi nei nostri gesti e nelle nostre emozioni”.
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Intervista di Lara Napoli

Intervista di Lara Napoli, Salento Web TV

Le sue opere, dal 1975 ad oggi. Racconta la sua vita attraverso i dipinti Antonio Luceri che ha inaugurato, presso l’ex convento dei Teatini a Lecce, la sua personale. Nelle sue parole la descrizione di una vita interamente dedicata all’arte, a stretto contatto con grandi artisti come Giorgio De Chirico, Carla Accardi e Renato Guttuso che, più volte, hanno espresso elogi per la sua arte. Amico dell’altro artista salentino Ezechiele Leandro, Luceri è orgoglioso di mostrare il frutto della sua creatività a Lecce. Dopo Martano, la sua città di origine, e prima di approdare nelle principali città italiane, nel capoluogo salentino gli amanti dell’arte potranno ammirare le figure, i gesti, i segni, i colori di un grande artista fino al 5 maggio.La mostra, patrocinata dal Comune di Lecce e Provincia di Lecce, ed organizzata da Il Raggio Verde eventi d’arte, è curata dal critico d’arte Toti Carpentieri che, negli anni, ha seguito il percorso e la ricerca dell’artista di Martano che presenta una accurata selezione di opere realizzate dal 1975 ad oggi.Una affascinante carrellata che permetterà al grande pubblico di entrare nella poetica dell’artista che – scrive Toti Carpentieri nel catalogo pubblicato da Il Raggio Verde edizioni – “Ancora una volta in piena adesione al linguaggio e al fascino del colore, e nel proseguimento di quell’itinerario espressivo altamente personale che fa dire al pittore: “dipingere vuol dire essere liberi nei nostri gesti e nelle nostre emozioni”. Ma anche nella conferma della permanenza e della mutazione dei mezzi e degli strumenti del creare e del comunicare, come giustamente alla fine dovrebbe accadere nel compiere un percorso di decenni e decenni, e nella convinzione di aver cercato sempre, e al tempo medesimo, di esprimere se stesso, la propria epoca e l’arte. Il che non è poco”.

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In continuum. Luceri a Brindisi

 

Dal 23 giugno al 2 luglio 2013 al Bastione San Giacomo

In Continuum. Luceri a Brindisi

 

Domenica 23 Giugno 2013 alle ore 19.30 si inaugura la mostra personale di pittura “In Continuum”   dell’artista leccese Antonio Luceri nelle sale espositive del Bastione S. Giacomo in Via Nazario Sauro a Brindisi, proseguimento ideale della mostra “ La Figura, il Gesto, il Segno, il Colore” presentata a Mesagne nella Galleria “Le Ali di Mirna”dall’8 al 19 giugno. La mostra è organizzata dall’Associazione Culturale Eterogenea nell’ambito del progetto d’Arte “Le Ali di Mirna” ed ha la collaborazione del Raggio Verde Editoria e Comunicazione di Lecce. Interverranno all’inaugurazione il Sindaco di Brindisi Mimmo Consales, il critico d’Arte Carmen De Stasio, il Presidente dell’Associazione Culturale Eterogezionenea Vito De Guido e il Presidente del Raggio Verde Edizioni Giusy Petracca.

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L’arte di dipingere nelle stanze dell’uomo in continuum

Antonio Luceri. L’arte di dipingere nelle stanze dell’uomo in continuum

di Carmen De Stasio

Nell’arte è tutta la storia dell’uomo, scompigliata e ordinata per capitoli che relativizzano stile, ambiente emozionale e contesto sociale con una dose mutevole di stultitia esplicabile come semantema diacritico tra gli stati della materia e le suggestioni immaginative per comprendere lo stile dell’artista. Di Antonio Luceri.

Ribelle spirito di viaggiatore, Antonio Luceri trasfonde il suo essere nelle percezioni fino a increspare le latitudini che sostengono l’uomo (nel)l’artista in una continua rinascita a se stesso. E’ questo l’ambito in cui le visioni e l’estetica ritemprata dalla reciprocità differenziale trattengono solchi esperienziali nel dialogo con il mondo fino a rappresentarsi come voce visual-esplorativa.

L’art de peintre di Antonio Luceri corrisponde a una sollecitazione di un ambiente la cui finezza è desunta dall’applicazione dei linguaggi penetranti di un verbo che si rivela variante idea, che agisce su di lui investendo la dimensione immaginativa con un ordine iconico nei legami risolutivi e mai risolti tra interventi reciproci di potenziamento, com’é nella natura storica dell’uomo, disposto ad auto–rigenerarsi negli inesauribili colpi di scena delle culture.

La libertà dell’artista non è un’illusione, dunque: egli rivoluziona la forma, da cui tutto ha inizio per movimentare l’ambiente e dinamizzare il movimento stesso. La solidità materica si giova di realtà costruite che, oltre ad essere percepite sono altresì partecipate nel rispetto che si ha per ciò che é in conosciuto, senza disporsi su un fronte di alter natività, né sobillato dalle fauci dell’anarchia dell’esser altro. Giacché Luceri non è mai nell’altrove, come evidenziato dagli energici trascinamenti della spatola nel momento che, infine, distoglie dall’avvertire i segni come scripta neutri in una conversazione spezzata.

Dalla combinazione di estremo realismo sensibile e ricerca tecnica di traduzione sul suo territorio privilegiato è avvalorata la conversione a un modo di concepire la complessità culturale in una selezione delle nuove grammatiche esperienziali, traslate attraverso lo sconvolgimento della forma in contenuti che assorbono la completezza degli spazi. Tuttavia astratto non è mai il gesto, che, anzi, consolida l’educazione alla puntualità con cui l’artista ordina anche aspetti che potrebbero riferirsi ad una savagery ricercata nella pigmentazione raffinata e realizzata nella meta–contestualizzazione contenutistica, su cui agisce il movimento in sequenza veloce con una fitta maglia svettante, nella quale si riconosce la centralità urbana di chi esiste nella contemporaneità espressiva con l’interezza dei sensi. Infatti, sollevato dal paradosso di concepire l’arte come mezzo di distrazione dall’evento esistenziale, attraverso lo studio dell’esperienza Luceri conforma il suo giudizio a un’etica che coniuga la logica dei sistemi artistici con le tempeste che avvengono in campo sociale.

Proprio negli anni in cui Antonio Luceri inizia a esprimersi nel colore, l’arte si sintonizza sulla reciprocità che coadiuva gli interventi sociali con la convinta flessibilità di concepire la vita con l’integrità delle sue figurazioni. L’occhio impara a guardare oltre e nell’intimo, scava con la forza della volontà di evitare rituali, ma di infondere essa stessa il clima alla nuova codificazione dell’avvenuto rigoglio. Le parole divengono scarti flashati sui muri; si impregnano di una forza intermediaria e mai sussidiaria alla creatività; scarnificano di rigidità le monumentali operazioni propagandistiche del bello lucroso a se stesso come note dai contrasti generativi sia nella neo figurazione che nell’intensità dei rovelli e nell’inquietudine dei silenzi. In altri termini, l’arte diviene luogo di apprendimento che parla attraverso i suoi mezzi e le compilazioni tecniche che aprono all’interferenza dei tanti linguaggi in esecuzione simultanea con una logica che s’innesta nella pluralità conseguita dal particolare stile di scrittura dell’artista.

Questo il mood che Luceri sceglie per se stesso: dall’iniziale figurativo –  solcato come terreno di apprendimento e di estensibilità della sua vocazione – il passaggio alla dimensione dell’inquietudine avviene attraverso la progressiva costruzione sintetica di episodi che appartengono a una storia vissuta e amplificata mediante l’incisività del colore nel quale é prepotente l’azione, che vibra addirittura attraverso la sospensione dalla quale l’artista non si lascia sopraffare. Nel tempo breve la stessa linea si concentra in una sorta di liquidità intrinseca di pensiero traslato in gesto e parola che non distraggono le connessioni, frantumate e riformulate secondo criteri di traduzione nell’unica realtà conosciuta – quella reale e immediata, intrecciata con tutte le sonorità possibili, le frasi stonate, i sussurri e i balbettii, integrati in una carica di tensione che diviene l’habitus dell’artista, in viaggio in un mondo che acquisisce come suo; che insegue e che ugualmente lo sostiene con mutevolezza organica e, talora, subliminale.

Dalla discriminazione della forma Luceri perviene alla continuità che incorpora, piuttosto che separare linguaggi e messaggi che ritraggono il reale come luogo di attraversamento fugace, nel quale non si è propensi ad accogliere la lentezza perché ne esalti l’equilibrio. Al contrario, Luceri avanza con riflessione generativa di un’armonia interna, rivelata nella scompaginazione di quelle carte che rendono la memoria un’impalcatura per piani e che egli destruttura per riposizionare in uno spazio unico. Qui, finalmente, le distanze appaiono frange di colore che pulsano attraverso segnali di distinzione conferiti dall’esperimento verbale dall’arguto richiamo, affinché l’altrove si disperda e si consegni la storia come luogo di universale accordo armonico che vive, perché esiste consapevole il soggetto che legge la sua storia.

Il tracciato dall’individualizzazione all’avvertirsi come soggetto di un contesto dilatato a divenir ambiente unico e in continuum attanaglia con la forza che spinge ad una partecipazione effettuale di voci e immagini, in una convulsione di frattali che infine fissano corrispondenze come stanze, nelle quali si addensa il senso dell’uomo nella sua totalità.

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Nel segno di Luceri

Alla Galleria d’Arte Contemporanea Le Ali di Mirna dall’8 al 19 giugno 2013

La Figura, il Gesto, il Segno, il Colore” approda a Mesagne

Sabato 8 Giugno 2013 alle ore 19.30 si inaugura la mostra personale di pittura “ La Figura, il Gesto, il Segno, il Colore” dell’artista leccese Antonio Luceri nelle sale espositive della Galleria d’Arte Contemporanea Le Ali di Mirna in Via Ruggiero Normanno n. 22-24 a Mesagne. La mostra è organizzata dall’Associazione Culturale Eterogenea nell’ambito del progetto d’Arte “Le Ali di Mirna” ed ha la collaborazione de Il Raggio Verde Edizioni di Lecce.

Interverranno all’inaugurazione il Sindaco di Mesagne Franco Scoditti, il critico d’Arte Carmen De Stasio, il Presidente dell’Associazione Culturale Eterogenea Vito De Guido e il Presidente del Raggio Verde Edizioni Giusy Petracca.

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Arte, Antonio Luceri torna a esporre a Lecce

Fino al 28 ottobre, nell’ex Convento dei Teatini di Lecce, Antonio Luceri presenta una selezione accurata dei suoi lavori. Un percorso artistico suggestivo

Luceri guarda e indaga il mondo e la società che lo circonda: la sua è un’analisi attenta e puntuale, sui temi d’emergenza sociale, dal sisma alla Shoah…

di Antonietta Fulvio

Nel segno della continuità Antonio Luceri ritorna ad esporre a Lecce, dal 18 al 28 ottobre, nell’ex Convento dei Teatini, dopo averlo visto tra i protagonisti della selezione salentina del Padiglione Italia della 54 Biennale di Venezia (2011) e della Triennale d’Arte Sacra nel Museo Diocesano (2012). “In continuum” è il titolo della personale di pittura che presenta una selezione accurata dei lavori eseguiti tra il 2010 e il 2012, un suggestivo percorso che dalla precedente mostra  “La figura il gesto il colore – raccontarsi per immagini” prende le fila riproponendo alcuni pezzi significativi – spiega il curatore Toti Carpentieri – “da quel “Perché no!” del duemilanove, da leggersi quale procedimento costruttivo di una nuova impaginazione pittorica strutturata nel rapporto tra cromie e toni, per poi spostarsi subito dopo in continuum, nel rispetto della propedeuticità che loro compete, alle presenze di “Araldica” e di “Appunti”, nelle quali la texture del dipinto si arricchisce di altri medium e, nello stesso tempo, appare sempre più marcata l’intrusione in quel territorio di confine che è la pittura/scrittura”.

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In continuum

Si intitola “In continuum” la personale di pittura di Antonio Luceri che sarà inaugurata giovedì 18 ottobre 2012, ore 19,  presso il Salone delle feste nell’ex Convento dei Teatini di Lecce. Presenta l’artista  il curatore Toti Carpentieri.

 

In mostra dal 18 al 28 ottobre una accurata selezione degli ultimi lavori realizzati tra il 2010 e il 2012. Un itinerario nel segno di una continuità espressiva che vede Antonio Luceri rinnovare il proprio codice artistico continuando con la sua ricerca stilistica a guardare il proprio mondo, a sentire il proprio tempo.

Dipingo i giorni, giorni della mia memoria per continuare a vivere”, scrive oggi Luceri in una sua opera, – si legge nel testo di presentazione di Toti Carpentieri nel catalogo editato per l’occasione da Il Raggio Verde edizioni.

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Luceri alla Sesta Triennale di Arte Sacra Contemporanea


L’artista Antonio Luceri partecipa alla Sesta Triennale di Arte Sacra Contemporanea allestita a Lecce nel Museo Diocesano e curata dal critico d’arte Toti Carpentieri.

Testimonianze di fede è il titolo di una grande tela  (80 x120 cm) realizzata in occasione della rassegna che è allestita nel bellissimo Chiostro del Museo Diocesano dal 30 giugno al 2 settembre 2012 nell’ambito della sezione dedicata al Premio Paolo VI.

Orario di apertura: 9.30/12,30 e 16/20 dal lunedì al venerdì. Sabato e domenica: 9,30/12,30 e 17,30/21,30.