Mostra alla galleria Il Verrocchio di Pescara

DiStaff

Mostra alla galleria Il Verrocchio di Pescara

MOSTRA   ALLA  GALLERIA   IL  “VERROCCHIO”  DI PESCARA  1974

 

Antonio Luceri conduce fin dagli inizi un discorso che va ormai  avanti speditamente sempre più fitto fra suggestioni cromatiche ed emblematiche immagini che sembrano colte a volo dalla realtà conti gente ed imprigionate nel taglio di un segno brillante; un discorso vivo e vivace senza cadute di tono o smagliature, tale da tenere desta l’attenzione di cui lo segue, anche quando si fa più concitato e nervoso, perdendo forse un po’ della sua incisività fra le nebbie dei richiami allusivi.

Comunque, Luceri ha qualcosa da dire e cerca di dirla sempre in modo chiaro e lampante, salvo quando la passione lo soverchia impedendogli di dominare l’emozione e di esprimere sulla tela, in immagini incisive, il dilagare di sensazioni che scaturisce dalla sua libera ed estrosa ricerca cromatica, da cui pende appunto l’avvio il suo discorso.

I colori si fondano in un’armonia fatta di luci vive e penetranti sebbene dai volti dei personaggi, delle donne sopratutto, il pittore lasci  trasparire una malinconia accorata e sottile, che fa intravedere quasi un’assenza della persona, volta alla ricerca di qualcosa di più grande e  lontano.

Ed in quei volti sfuma l’ambiguità, la più vaga, espressa cosi magistralmente,  fra triste e lieta, fra attonita e risentita, quasi sbigottita nel rivedere uno sguardo nell’ombra, nel risentire nel silenzio un palpito di cuore.

E  Antonio Luceri può  ormai considerarsi un protagonista per la intrinseca sostanza della sua pittura, che nasce e consiste nella umana partecipazione ai fatti della vita.

ERREBI

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