Fernando Durante

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Fernando Durante

Quotidiano-Cultura  02 Settembre 2003

Il pittore di Martano di ritorno da Singapore dove una sua mostra ha riscosso uno straordinario successo

Racchiusi in un pennello i mondi infiniti di Luceri

di FERNANDO  DURANTE

 

 

Più che dipingere lui scolpisce la tela, la aggredisce, per liberarsi di quel raptus che lo assale di fronte a quel “lenzuolo” bianco. I suoi attrezzi di lavoro non sono i pennelli, ma quele “diabolice” spatole che incidono ssegni, forme, colori, su tele, a volte, improvvisate perché ricavate da lenzuola, nel corso di “normali” momenti di ratus cretivi. Stiamo parlando di Antonio Luceri, pittore di Martano. O, per dirla con Toti Carpentieri, noto critico d’arte, “la pelle della pittura”.Così definiva l’arte di Luceri nella presentazione di una mostra, nell’aprile del ’97, presso l’hotel President di Lecce. Il critico d’arte rilevava “le grandi macchie di colori…che sembrano esplodere in disordine, hanno alla radice una segreta vibrazione dell’amima”. Ma , come tutti gli artisti incompresi, “nemo poeta in patria”

Di ritorno da Singapore, proprio in questi giorni, l’espressione di Antonio Luceri era di irresistibile felicità. << Doveva accadere una volta o ,l’altra >>,ci ha detto, come suo solito, sbellicandosi dalle risate, << ho venduto tutti i miei quadri. Mi hanno capito >>.

Tanto più è stata la sua felicità in quanto, nell’abergo dovee era stata ostitata l’esposizione, uno deipiù prestigiosi della città, si sono ritrovate tutte le personalità più in vista: nomi della politica, dello spettacolo e dello sport, in fila per apprezzare l’arte dell’artista salentino.

Antonio Luceri nasce a Martano nel ’39. Nel ’52 si transferisce a Roma con la famiglia per problemi di natura economica. Di mestieri non ricorda più quanti ne ha fatti, in quel periodo. Quelle esperienze incideranno, per sempre nella sua formazione artistica. Nella capitale frequenta l’accademia di San Giacomo e nel ’58 si cimenta con i disegni dei cartoni animati. Cinque anni dopo si sposa con Claudia Forconi, dalla quale avrà una figlia, Valeria. Divorzia, poi. La sua vita coniugale sarà fortamente travagliata. Avrà un figlio anche da una cantante di una certa popolarità, Barbara Musiani,di Carpi, deceduta in un incidente stradale. Per luii è un colpo. Nel ’71 torna, con la famiglia a Martano. A Lecce espone per la prima volta. Si fa conoscere ed apprezzare. Ma è a Roma, nel ’73 che viene premiato alla

“V rassegna nazionale d’arte contemporanea”. Da quel momento è un susseguirsi di esposizioni con alterne fortune: Trapani, Pescara, fra le altre. Susscitano interesse e perplessità quelle linee decise e spigolose che definiscono i profili di donne impenetrabili, altere, che racchiudono mondi infiniti, gelosamente custoditi. Più che profili sono tagli sulla tela che poi riempie di colori esplosivi.

“Esplode un fiore in petto come una ferita”, scrive di un quadro che rappresenta una spiglosa immagine di donna il critico Francesco Pallara. Diviene amico del grande  Ezechiele Leandro, con il quale divide, per lo più, delusioni, ma che riesce a confortare, grazie al suo spirito, permanentemente, gioioso.

 

 

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